martedì 7 agosto 2018

Attacchi di Panico e Regole per superarli - Psicoterapia Breve strategica

Dr.ssa Parente Lia - Psicoterapeuta - Trani Barletta Andria

Si vive sul serio quello che gli altri recitano male nella vita” affermava Edoardo De Filippo.
Per molto tempo gli attacchi di panico sono stati considerati una recita da parte di chi ne soffriva. Con il tempo si è compreso che gli attacchi di panico sono una realtà, che il malessere, sebbene provocato dalla mente del paziente, era un malessere reale, con delle sensazioni che in escalation costante potevano provocare una vera e propria perdita del controllo.
Tremore, sudorazione, palpitazioni, senso di smarrimento, senso di soffocamento, parestesie, sensazione di freddo o caldo, sono questi i sintomi di un problema sempre più diffuso, “gli attacchi di panico”.
Il termine PANICO deriva dal Dio Pan che a differenza degli altri dei dell’Olimpo viveva sulla terra, nei boschi, nelle selve, ecc. e si divertiva a spaventare gli uomini. L’attacco di panico è questo, essere montati improvvisamente da un mostro che produce una sensazione di profonda angoscia e sintomi psichici quali: Paura di morire; Paura di impazzire; Derealizzazione; Depersonalizzazione.
Quando l’attacco di panico arriva, apparentemente non vi è alcun motivo ed è difficile riuscire a fare qualcosa per fronteggiarlo, soprattutto perché chi lo vive sente che stia per morire da un momento all’altro. Sebbene inizialmente chi vive un attacco di panico si rivolge al medico di base, al neurologo, allo psichiatra per una gestione più rapida del sintomo e sebbene questo sia plausibile, è fondamentale che a questo trattamento farmacologico venga affiancato un percorso psicoterapeutico di comprensione, elaborazione e gestione definitiva del sintomo senza assunzione di farmaci.
Le Regole: 
Prima regola è NON VERGOGNARSI di soffrire di questo problema e CHIEDERE AIUTO. Non sta succedendo nulla di grave, è un problema percettivo e non di sistema nervoso centrale. Il disagio psicologico continua ad essere vissuto come mancanza di forza, di determinazione, di coraggio e questo molto spesso porta ad un ritardo nella diagnosi e nella cura di questa forma severa di ansia.
Seconda regola è EVITARE DI CERCARE LA CAUSA, spesso non c’è una vera e propria motivazione e questo spaventa maggiormente chi ne soffre. A volte ci si accorge che le sensazioni nascono dopo un trauma, un lutto, il licenziamento ed in questo caso c’è una causa neurovegetativa situazionale che però se affrontata velocemente può essere facilmente risolta. 
Terza regola, EVITARE DI FARE DIAGNOSI DA SOLI. Spesso si utilizza internet per auto-diagnosticarsi un disturbo e questo molte volte porta ad una autosuggestione distruttiva e peggiorativa del disturbo. 
Quarta regola riguarda, l’UTILIZZO DEL FARMACO. Il farmaco di fatti riorganizza un equilibrio, ma solo momentaneamente perché se non riorganizziamo un equilibrio psicologico, tolto il farmaco, la persona affetta da tale disturbo si scompenserà nuovamente, non sentendosi più autonoma. 
Quinta regola, la PSICOTERAPIA DEVE METTERE IL PAZIENTE IN CONDIZIONE DI GESTIRE IL SINTOMO. Il lavoro a livello profondo può essere interessante, ma non sempre utile a venire fuori dalla sintomatologia acuta.
Molte sono le persone che soffrono di questo problema, si pesi a Scarlett Johansson che soffriva di attacchi di panico prima di girare, a Federica Pellegrini che ha sofferto di questa stessa problematica non potendo far uso di farmaci considerando il suo lavoro, di Johnny Depp che ha sofferto di ansia legata al contatto con il pubblico o ancora alla cantante Adele. Loro e molti altri sono testimoni di una difficoltà reale, spesso debilitante e frustrante, ma sono altrettanto testimoni di una battaglia che può essere combattuta e vinta.