mercoledì 6 giugno 2018

LO PSICOLOGO GIURIDICO IN AMBITO CIVILE

Dr.ssa Parente Lia - Psicoterapeuta - Trani Barletta Andria





Lo psicologo giuridico entra in campo quando si ritenga essenziale lo svolgersi di indagini condotte da una persona con specifiche competenze tecniche (art. 61 c.p.c., art. 220 c.p.p.).
Nell’ambito della Giustizia, esso è chiamato a collaborare come esperto e tecnico in ambito:
  •         Penale
  •         Civile
  •        Minorile
  •         Amministrativo


      Parleremo sopratutto dell'ambito civile. Quando lo psicologo opera in ambito civile, si parla spesso di Consulenza Tecnica.
La perizia invece è usata in ambito penale. Lo psicologo se nominato in ambito Penale si chiamerà Perito, altrimenti in ambito civile Consulente Tecnico d’ufficio.
Nel processo civile il consulente tecnico può essere nominato dal giudice o dalle parti.

Il Consulente Tecnico d'ufficio nominato dal giudice, ha l’incarico di compiere indagine tecniche e fornire chiarimenti. Successivamente il giudice istruttore fissa l'udienza nella quale il CTU deve comparire ed effettuare giuramento. Il consulente Tecnico effettua indagini e rilievi e il giudice può chiedere di redigere una relazione che deve essere trasmessa alle parti per essere depositata in cancelleria.
Mentre il consulente nominato dalle parti nel processo civile si chiama Consulente Tecnico di parte. Di norma assiste alle operazioni del consulente del giudice e partecipa alle udienze e alla camera di consiglio ogni volta che interviene il consulente del giudice.

Quando interviene il CTU in ambito civile?
Il consulente tecnico in ambito civile interviene nei seguenti casi:

1.     Annullamento di atti per incapacità naturale (testamenti, donazioni, contratti);
2.     Invalidità del matrimonio (capacità di intendere e di volere, anomalia psichica);
3.     Interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno;
4.     Identità psicosessuale;
5.     Affidamento dei minori in caso di separazione;
6.     Adozione e affidamento temporaneo;
7.     Risarcimento danni.

Annullamento di atti per incapacità naturale

Nel primo caso un atto giuridico può essere annullato su istanza della persona che lo ha compiuto, dei suoi eredi se si provi che la persona era incapace di intendere e volere al momento dell’atto.

Invalidità di matrimonio
Il matrimonio può essere impugnato se il coniuge era incapace di intendere e di volere al momento della celebrazione; se il consenso sia stato estorto con violenza o determinato da timore;

La perizia psichica nei casi di impugnazione del matrimonio può intervenire in due casi:
1. Perizia sulla capacità di intendere e di volere al momento della celebrazione del matrimonio.
2. Perizia sulla sussistenza di una malattia/anomalia psichica tale da impedire un regolare svolgimento della vita coniugale.

Valutare lo stato psichico nei casi di interdizione e inabilitazione e amministrazione di sostegno

Ci sono tre forme di tutela. Al giudice tutelare spetta la nomina di un tutore o un amministratore di sostegno. Nell'interdizione che è un provvedimento emanato a seguito di un infermità di mente, l'incapace non può compiere alcun atto giuridico. In questo caso il giudice tutelare nomina un curatore per la cura dei suoi interessi di straordinaria amministrazione.
L’inabilitazione invece è un provvedimento emesso per abuso di stupefacenti o alcolici che mettono in difficoltà dal punto di vista economico sè stesso o la propria famiglia. In questo caso il curatore assiste il soggetto. Dal punto di vista giuridico la sua situazione è uguale al minore emancipato.
L’amministratore di sostegno è invece nominato dalla persona interessata e nominato dal giudice tutelare. In questo caso gli interessi vengono precisati nella sentenza.

Identità psicosessuale 
La consulenza è finalizzata a verificare le condizioni psicosessuali dell'interessato ed eventuali disturbi psicopatologici.

Affidamento dei minori in caso di separazione 

La potestà è l'insieme dei poteri sulla persona e sul patrimonio del figlio minore nell'esclusivo interesse del medesimo. Si distingue la titolarità e l'esercizio della potestà.

·         La titolarità della potestà consiste nel dovere di mantenimento ed educazione e nella vigilanza sulle condizioni di vita del figlio minore (educazione straordinaria).
·         L’esercizio della potestà include la custodia, l'allevamento, l'educazione, l'istruzione, l'amministrazione ordinaria.
Ciascun genitore può essere privato dell’esercizio della potestà.
Questo avviene in tre casi:

1) lontananza, incapacità o impedimento del genitore
2) separazione, divorzio o annullamento del matrimonio
3) figlio naturale non convivente. Si precisa che con la perdita dell'esercizio viene mantenuta la titolarità.

Il CTU viene chiamato a valutare l'idoneità genitoriale:
·         Idoneità psichica (esistenza di eventuali patologie in atto in uno o entrambi i genitori)
·         Le caratteristiche di personalità dei genitori, l'idoneità affettivo-relazionale dei genitori
·         La capacità educativa
·         Le dinamiche di coppia nei suoi riflessi sui figli
·         I vissuti del bambino verso i due genitori (il figlio minore che abbia compiuto gli anni 12, e  anche di età inferiore ove capace di discernimento, deve essere ascoltato in tutte le procedure che lo riguardano)
·         Le dinamiche della “costellazione familiare”
·         L'incidenza di altre figure eventualmente presenti.