martedì 24 aprile 2018

Le domande strategiche: lo strumento principale per la prima seduta terapeutica

Dr.ssa Parente Lia - Psicoterapeuta - Trani Barletta Andria




Nella prima seduta terapeutica, vengono utilizzate le cosiddette domande strategiche ossia domande a due alternative chiuse. Questo strumento usato per la conduzione dell’indagine terapeutica è suddiviso in 6 domande e successive ridefinizioni. E’ stato utilizzato e testato in circa trecento casi nei disturbi più vari(depressione, attacchi di panico ,disturbi da dipendenza etc) fornendo risultati importanti verso la soluzione del problema. Come funziona?

Lo strumento comprende tre fasi: una prima fase in cui il terapeuta sottopone il cliente a 6 domande a due alternative chiuse; una seconda fase di ridefinizioni e riformulazione delle risposte ed un ultima fase dove comunichiamo al cliente le nostre impressioni.
Il terapeuta sottopone il cliente a una serie di domande chiuse proponendo due possibili risposte (A o B), o almeno due delle migliori risposte possibili ( meglio A o meglio B).
La seduta inizia con una domanda aperta da parte del terapeuta verso il cliente nel quale gli chiede il motivo per cui l’ha portato a contattarlo. Dopodiché il  terapeuta ascolta la risposta del cliente con grande attenzione.

Dopo inizia la prima domanda chiusa cioè una domanda con due possibilità di risposta diverse (tipo“A o B”?).Dopo aver ascoltato la risposta con la massima attenzione il terapeuta  passa alla seconda domanda. Successivamente il terapeuta dove aver posto le due domande se lo ritiene necessario o a qualche dubbio, riformula le risposte a parole proprie chiedendo al cliente di correggerle o di integrarle. Dopo aver fatto sei domande e aver riformulato e ridefinito le risposte, il terapeuta comunica al cliente le sue impressioni sulla sua situazione globale in termini di movimento(è fermo o sta progredendo?). Nel caso in cui il cliente è in movimento anche per un periodo breve, il compito del terapeuta è di aiutare il cliente a progredire il  più velocemente attraverso una serie di comportamenti per trovare la migliore soluzione,  mentre nel caso in cui il terapeuta non ha individuato bene la soluzione, sarà lo stesso cliente in alcuni casi a trovare la soluzione. In questo caso però, il terapeuta comunicherà al cliente attraverso una sua valutazione di non accelerare nel suo processo di cambiamento e consiglia prudenza. Nel caso in cui invece il terapeuta ha l’impressione che cliente sia fermo, si usa la tecnica delle 6 domande .Attraverso questa tecnica efficace con una serie di stratagemmi e domande ipnotiche,  il cliente si sentirà meglio e avrà nuove idee sulle possibili soluzioni.